Credevo fosse Covid, e invece…

Condividi questo articolo

Share on facebook
Share on linkedin
Share on twitter
Share on email

A quanti compianti concittadini sarà capitato nell’ultimo anno e mezzo di essere certificati morti Covid pur essendo di fatto deceduti per altre patologie? Nell’ampio dibattito “morti DI Covid” e morti CON Covid” c’è una casistica massiccia e variegata di situazioni al limite. Forse per molti dichiarare morte per Covid può essere stato soltanto un mezzo per apportare vantaggi di natura economica alla propria struttura ospedaliera. Nel mio lavoro mi sono imbattuto in una serie di questi casi e oggi voglio raccontartene uno che, nello specifico, mi ha toccato molto.  

È il caso di una donna, deceduta all’età di 71 anni dopo un traumatico percorso ospedaliero che riassumerò in poche righe. Nel luglio 2020 la signora, di cui non rivelerò per privacy le generalità, si recò presso in ospedale per un’anemizzazione acuta in ematoma coscia sinistra, sostenuta da lesione traumatica di ramo di arteria femorale sinistra. Pochi giorni dopo un intervento di angioplastica, trasferita in reparto degenza, ha cominciato a mostrare sintomi di insufficienza respiratoria e scompenso cardiaco. Da un esame più acuto, i sanitari hanno notificato un coinvolgimento infettivo polmonare. Di lì la necessità di sottoporre la paziente ad un secondo tampone molecolare che ha accertato la sua positività al Covid-19.

In seguito a questi sviluppi trasferirono la donna, in pieno delirium febbrile, in terapia intensiva. ed è lì che, nella prima decade di agosto, ha perso inesorabilmente la vita. Un altro morto di Covid da ascrivere al conteggio, quindi. Non fosse altro che, poco prima di passare a miglior vita, un prelievo colturale aveva portato alla luce una positività al batterio KPC che, così come lo stesso Covid-19, la donna aveva potuto contrarre soltanto in ospedale!

La Klebisella Pneumoniae Carbapenemasi-produttrice è un batterio gram-negativo appartenente alla famiglia delle Enterobacteriacee particolarmente diffuso in ambito ospedaliero. Può generare polmoniti e gravi infezioni delle vie urinarie. Solitamente si può contrarre la Klebisella a seguito di manovre cliniche eseguite senza adeguata sterilizzazione degli strumenti. Il batterio può condurre ad esiti piuttosto complessi e spesso fatali in soggetti in età avanzata e immuno-compromessi. 

La forza di volontà di una delle figlie della signora che si è rivolta a me per una consulenza ci ha permesso di fare luce sull’accaduto. Dopo un’attenta analisi ho subito reputato il caso come procedibile. Acquisite tutte le informazioni mediche necessarie ho portato avanti la perizia. Oggi sappiamo che l’anziana donna è morta prematuramente per Klebisella e la sua famiglia è stata adeguatamente risarcita.

Ogni anno oltre 50.000 persone in Italia muoiono per infezioni correlate all’assistenza ospedaliera. Nell’anno e mezzo appena trascorso il Covid è stato spesso utilizzato per mascherare abilmente la situazione di degrado in cui versano le nostre strutture ospedaliere. Se anche tu credi di aver vissuto un caso del genere non esitare a contattarmi compilando il modulo (cliccando su questo link), approfondirò il tuo caso e insieme cercheremo di andare a fondo dell’episodio e di ottenere il giusto risarcimento. 

iscriviti alla nostra newsletter

resta aggiornato sulle ultime novità

Più articoli

Quarta dose: ha davvero senso?

Quarta dose. Le Regioni hanno riattivato i sistemi di prenotazione, ma il trend sembra chiaro. Sono solo poche migliaia le richieste pervenute per effettuare il

Vuoi saperne di più sulla Malasanità?

Acquista il libro su amazon