Vaccino agli under 12: i pareri contrastanti delle autorità.

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Le ultime settimane hanno fatto registrare un preoccupante aumento di contagi da Covid in tutta Europa. Nonostante la massiccia campagna vaccinale, alcuni paesi europei hanno ripristinato parte delle misure restrittive mentre su altri aleggia lo spettro di nuove chiusure.

Uno dei principali motivi della violenta propagazione del virus è sicuramente la proliferazione in ambito scolastico. I bambini rientrano tra i soggetti non vaccinati e si mostrano mal disposti alla rigidità delle precauzioni. Da un confronto con i dati pubblicati dall’Iss il 25 agosto, emerge come in poco più di due mesi ci sia stato un incremento di 24.398 casi per la sola fascia di età 6-10 anni.

Ed è proprio la vaccinazione per gli under 12 a tenere banco e ad accendere, come spesso capita con pareri contrastanti, il dibattito tra enti. Seguono a ruota media, social e opinione pubblica.

Recentemente Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma ha supportato la tesi del direttore dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità Ghebreyesus definendo “insensato” il vaccino ai bambini. Così come la terza dose per soggetti non immunodepressi. Il motivo? Non ci sarebbe nessuna fretta nel ri-coprire una parte di popolazione già protetta. Né tantomeno ci sarebbe alcuna esigenza di andare a schermare una fascia d’età, quella dei bambini, notoriamente non danneggiata dal virus. Priorità quindi ad operatori sanitari, anziani e altri gruppi ad alto rischio che, in aree problematiche del globo, stanno ancora aspettando la loro prima dose di vaccino.

In controtendenza rispetto alla linea tracciata dall’Oms, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato l’estensione del vaccino Pfizer per la fascia di età 5-11 anni. La dose sarebbe ridotta e adeguata al fabbisogno dei soggetti inoculabili.

Qui il comunicato ufficiale:

https://www.aifa.gov.it/-/aifa-approva-il-vaccino-comirnaty-per-la-fascia-di-et%C3%A0-5-11-anni

I dati ottenuti dopo una serie di somministrazioni campione hanno dimostrato un elevato livello di efficacia. Non sono state segnalate alcune problematiche in termini di sicurezza. Alla luce di ciò, il Comitato Tecnico Scientifico si è espresso come segue: “Sebbene l’infezione da SARS-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi, come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-c), che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva. La vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età”.

A sorprendere è che l’Aifa si concentri più sui risvolti sociali del vaccino (“…i bambini possono andare a scuola e condurre una vita normale…”) che su quelli medici. Così facendo si crea ancora più confusione nella mente dei genitori, che faticheranno ancor di più a prendersi la responsabilità di un atto medico cruciale come può essere la vaccinazione di un figlio. Il tutto senza conoscere nulla degli eventuali effetti avversi che potrebbero poi presentarsi negli anni. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di una fascia di età con un’ampia aspettativa di vita

Verrebbe proprio da dire che siamo alle solite, zero coerenza, zero chiarezza, zero uniformità. Come decidere di chi fidarsi? Ne riparleremo…

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